Il settore dei coloranti per capelli ha vissuto continui progressi sia per quanto riguarda l’aspetto chimico e tecnologico dei procedimenti produttivi – che consente di ottenere molecole di sempre più elevata purezza – sia per quanto riguarda il profilo tossicologico. Oltre ai coloranti, questi cosmetici sono arricchiti con sostanze idratanti, protettive e nutrienti, così che a fine trattamento il capello risulti non solo colorato, ma anche morbido, lucido e setoso.
Tre tipi di colorazione per capelli
In commercio si trovano tinture di ogni tipo, con cui è possibile cambiare il proprio colore in quello che si è sempre desiderato, coprire i capelli bianchi, regalarsi riflessi, colpi di luce, striature e altro. In base alla durata dell’effetto di colorazione, si distinguono tre categorie principali di coloranti:
- I coloranti temporanei (coloranti diretti)
Come dice la definizione stessa, modificano il colore della chioma in modo temporaneo e si rimuovono facilmente con il lavaggio. In genere, sono prodotti già pronti per l’uso (non è necessario miscelarli con altri prodotti prima dell’utilizzo) e contengono coloranti diretti. Si tratta di molecole coloranti, che non sono in grado di penetrare nelle fibre del capello, ma si fissano debolmente sulla loro superficie. Per questa ragione, le tinture temporanee non permettono di cambiare il colore dei capelli o di coprire la chioma ingrigita. Questi prodotti colorano solo la parte esterna superficiale del capello, senza penetrare al suo interno, per cui non ne alterano la struttura e quindi il rischio di inaridimento o di altri danni è praticamente inesistente. Regalano semplicemente una nuova sfumatura al colore naturale dei capelli (rame, dorato o cenere) e sono utili come anti-giallo sulle chiome ingrigite. Generalmente sono a pH debolmente acido o neutro.
- I coloranti semi-permanenti
Le molecole di cui sono composti i coloranti semi-permanenti sono in grado di penetrare nel capello: si dispongono sulla cuticola e al suo interno, fissandosi attorno alla corteccia, senza modificare la naturale melanina dei capelli. Il tipo di coloranti e/o le caratteristiche chimico/fisiche (es. pH, tipo di colorante utilizzato) del prodotto non consentono alle molecole coloranti di penetrare nella parte più interna del capello per cui il colore sparisce gradualmente con il lavaggio. È un tipo di tintura che non contiene né ammoniaca, né sostanze ossidanti, tranne per qualche preparato ad azione schiarente che ha nella formula acqua ossigenata a basso volume. In genere, rimane sul capello fino a sei-otto lavaggi. Solitamente, questi prodotti consentono una limitata copertura dei capelli bianchi e hanno una capacità riflessante inferiore rispetto alle colorazioni permanenti. Sono adatti a chi vuole modificare solo temporaneamente il colore dei propri capelli e/o mascherare i primi capelli bianchi.
Si suddividono sostanzialmente in 2 classi, a seconda della tipologia del colorante utilizzata:
> Coloranti diretti: possono essere sotto forma di shampoo, maschere o mousse.
> Riflessanti permanenti: sono sempre costituiti da 2 prodotti: la tintura in crema o in gel e il liquido ossidante a bassi volumi di ossigeno da miscelare insieme al momento dell’uso.
- I coloranti permanenti a ossidazione
Queste tinture consentono di cambiare radicalmente la tinta dei capelli in quanto modificano il colore in profondità, penetrando nel fusto: in tal modo alterano completamente la melanina, il pigmento naturale, oppure modificano il colore cosmetico precedente. Sono costituite da due prodotti che vanno miscelati immediatamente prima dell’uso: l’agente alcalino, che contiene i precursori dei coloranti ad ossidazione e l’agente “sviluppatore” a ossidazione. L’agente alcalino funziona aprendo lo strato esterno del capello e facendo così penetrare in profondità l’ossidante e l’agente colorante. Il primo schiarisce i pigmenti di melanina, il secondo colora il capello. I coloranti a ossidazione, dunque, cambiano i naturali pigmenti dei capelli, regalando un colore permanente, che non può essere eliminato con i lavaggi. L’effetto è duraturo, non si elimina con gli shampoo ed è indicato sia per coprire i capelli grigi sia per ottenere nuove colorazioni della chioma, più o meno intense. Quando si effettua una tintura permanente, dopo l’ultimo risciacquo è consigliabile effettuare un impacco di balsamo, che ristruttura i capelli, li ammorbidisce e li rende lucenti. Se i capelli sono sfibrati, deboli, fini e già stressati da permanenti o stirature è consigliabile sottoporsi a questo tipo di tintura adottando le dovute precauzioni, proteggendo il capello con prodotti pre-color soprattutto sulle parti più destrutturate ed utilizzando l’ossidante in miscela con la tintura a ridotti volumi. In questi casi si può anche optare per una formula con pigmenti naturali.
Che cosa dice la legge
Anche i coloranti per capelli devono rispettare il Regolamento europeo 1223/2009, che prevede disposizioni specifiche che garantiscono la sicurezza dei prodotti cosmetici immessi sul mercato. In particolare, la norma stabilisce che i produttori di cosmetici devono valutare e controllare la sicurezza dei prodotti, compiendo studi e verifiche coordinate da un esperto scientifico qualificato, utilizzare solo gli ingredienti permessi e rispettare le regole sull’etichettatura. La legge prevede anche l’obbligo per i produttori di fornire tutte le informazioni necessarie a un uso corretto del prodotto. Per questa ragione, i coloranti per capelli, sia quelli destinati ai consumatori sia quelli per parrucchieri, contengono in etichetta o su un foglietto allegato una serie di raccomandazioni utili, le cosiddette precauzioni d’impiego. Lo scopo di queste disposizioni è, ancora una volta, quello di tutelare e proteggere i consumatori.
Come moltissimi altri prodotti, per esempio determinati cibi o metalli, anche i coloranti per capelli possono provocare reazioni allergiche nelle persone predisposte. Si tratta, comunque, di eventi molto rari. In ogni caso, sempre nell’ottica di tutelare la salute dei consumatori, la legge prevede che sull’etichetta del prodotto siano riportate una serie di avvertenze cautelative alle quali le imprese hanno aggiunto volontariamente una serie di avvertenze ulteriori, ad esempio:
- Può causare una reazione allergica
- Se il prodotto viene a contatto con gli occhi risciacquarli immediatamente
- Sciacquare bene i capelli dopo l’applicazione
- I tatuaggi possono aumentare il rischio di allergia
- Non usate assolutamente il prodotto:
- se avete già avuto reazioni dovute all’uso di tinture;
- se avete un cuoio capelluto sensibile, irritato o danneggiato.
L’industria cosmetica ha anche deciso, di sua spontanea volontà, di consigliare ai consumatori, scrivendolo sulla confezione o sul foglietto di istruzioni allegato, di procedere sempre con il test di sensibilità cutanea (detto anche tocco di prova), ossia di applicare sempre una piccola quantità di prodotto su un braccio, 48 ore prima dell’uso effettivo del colorante sui capelli, per verificare la comparsa di eventuali effetti indesiderati. Se dovessero comparire reazioni avverse, come macchie o prurito, è importante non utilizzare il prodotto sui capelli.
Anche le persone che non hanno problemi di allergie dovrebbero maneggiare con cura questi prodotti, seguendo attentamente le istruzioni riportate in etichetta o sul foglietto che accompagna la confezione.
Qualche consiglio? Usare i guanti durante l’applicazione; evitare le colorazioni per capelli se il cuoio capelluto è irritato, danneggiato o particolarmente sensibile; evitare il contatto con gli occhi (nel caso sciacquare immediatamente con abbondante acqua); tenere fuori dalla portata dei bambini.
Sicurezza dei coloranti per capelli
In alcune occasioni le tinture per capelli sono state accusate di essere poco sicure per la salute dei consumatori. In realtà, i coloranti per capelli sono fra i prodotti più studiati degli ultimi anni e la loro sicurezza è stata dimostrata da numerose ricerche scientifiche. Inoltre, così come per ogni altro prodotto cosmetico, la normativa europea prevede che i coloranti per capelli debbano essere sicuri quando usati correttamente.
Proprio per rispettare quanto previsto dalla legge, i produttori, prima di immettere i coloranti sul mercato, li fanno controllare da un esperto qualificato, che compie un’attenta e accurata valutazione della loro sicurezza. Inoltre, andando ben oltre quanto previsto obbligatoriamente dalla legge, i produttori forniscono in etichetta importanti avvertenze e istruzioni d’uso, così da favorire un impiego sicuro del prodotto.
In aggiunta a questo, l’industria dei coloranti per capelli europea e italiana ha lavorato (e continua a farlo) con la Commissione europea, in particolare con il suo Comitato Scientifico sulla Sicurezza del Consumatore (SCCS), raccogliendo e fornendo tutti i dati sulla sicurezza delle sostanze impiegate nei coloranti per capelli, in modo da permetterne una adeguata valutazione su solide basi scientifiche da parte del Comitato e poter confermare che gli ingredienti delle colorazioni attualmente in uso possono essere considerati sicuri e, a oggi, avere la chiara dimostrazione che non vi è alcun rischio per la salute connesso al loro utilizzo.
Curiosità
- Nell’antico Egitto per tingere i capelli si usava l’henné: lo dimostra il colore rosso ramato della capigliatura di alcune mummie femminili ritrovate.
- In Grecia, invece, erano molto diffuse le tinture vegetali. Per scurire i capelli grigi e bianchi, venivano intinti nell’aceto dei pettini di piombo.
- Nell’antica Roma la tintura dei capelli era molto in voga e serviva a mascherare i segni della età. I colori preferiti erano il nero, il biondo e il rosso. Per schiarire la chioma veniva utilizzato un sapone a base di sego e cenere “sapo” oppure dei fiori di camomilla o dei tuorli d’uovo che davano dei riflessi dorati.
- Per scurire i capelli si usavano dei coloranti derivati dall’antimonio nero misto a grasso animale oppure la cenere di assenzio mescolata a olio di rosa. Si applicava anche un infuso di foglie di cipresso e di aceto per rinvigorire le chiome corvine.
- Per avere i capelli rosso tiziano si applicava sulla chioma una polvere ottenuta da delle foglie di Lawsonia inermis ovvero l’henné.
- Nel Rinascimento la maggior parte dei pittori raffigurava la donna con una cascata di capelli biondi. Erano soprattutto le veneziane a conoscere i segreti della colorazione. Per avere la chioma d’oro si applicava sui capelli un intruglio a base di fiori di lupino mescolato allo zafferano e altri ingredienti, che veniva asciugato al sole.
- Nel Seicento e nel Settecento, la Francia, in particolare Parigi, era considerata il centro del buon gusto europeo. I primi negozi di parrucchiere sorsero nella Ville lumière e da comuni “parruccai” diventarono raffinati coiffeur.
- L’uso di henné come colorante per i capelli è stato riscontrato per la prima volta intorno al 1400-1500 a.C.
- Nel XVIII secolo il bianco, l’azzurro e il rosa erano colori comuni per i capelli. Erano ricavati dalla farina o da piante polverizzate e spruzzate su folte parrucche.
- La parola indiana “chàmpo” significa “massaggio della testa” e nella prima parte dell’800 un imprenditore bengalese, Sake Dean Mahomed, importò in Inghilterra la pratica del massaggio del cuoio capelluto con olio per capelli. I parrucchieri inglesi ricavarono i primi shampoo bollendo sapone grattato nell’acqua calda e aggiungendo erbe per dare profumo ai capelli.