A partire dalla mezzanotte del 24 febbraio sono entrati in vigore i "nuovi dazi" del 10% che si vanno a sommare all’attuale MFN (pari al 4,8% nei rapporti con l’UE), dopo che la Corte Suprema americana ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dall’amministrazione Trump nel 2025, tramite la legge emergenziale IEEPA (International emergency Economic Powers Act) e senza passare dal Congresso.
I "nuovi dazi" si basano sulla Section 122 del Trade Act del 1974, mai usata prima, ma che consente l'imposizione di tariffe fino al 15% per un periodo di 150 giorni senza l'approvazione del Congresso.
Resta da verificare la compatibilità dei “nuovi” dazi con quanto concordato nell’Accordo Quadro UE-USA del 21 agosto 2025 (ancora all’esame del Parlamento Europeo), che se approvato garantirebbe all’Europa un dazio massimo del 15%. La decisione della Corte Suprema non impatta i beni già soggetti a dazio su altra base giuridica (ad esempio la ex Sezione 232 del Trade Expansion Act, 1962 che regola i dazi sui derivati di acciaio e alluminio).
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