
L'industria cosmetica italiana consolida la propria posizione all'interno di uno scenario globale caratterizzato da una crescita economica più lenta, compensata però da un incremento dei flussi commerciali. Nel 2025, l'Italia mantiene il ruolo di quinto esportatore mondiale, coprendo una quota del 5,6% del mercato globale. Le esportazioni, che trovano negli Stati Uniti la prima destinazione di sbocco, hanno raggiunto il valore di 8,6 miliardi di euro con una progressione del 4,1%, contribuendo in modo decisivo a una bilancia commerciale di settore ampiamente positiva per 5,1 miliardi di euro.
A livello strutturale, il sistema produttivo nazionale ha generato nel 2025 un fatturato totale di 18,0 miliardi di euro, registrando un incremento del 2,9%. In questo contesto, l'export si conferma il motore trainante dell'industria, arrivando a rappresentare il 48% dei ricavi complessivi. Dal punto di vista operativo, le imprese si trovano a dover difendere le marginalità dalla pressione esercitata dai costi di produzione e dai rincari energetici. A ciò si sommano gli oneri legati alla conformità verso i nuovi standard europei ESG, con una forte attenzione alle normative sull'ecodesign e sul packaging (PPWR). Guardando in prospettiva, per il 2026 si attende una dinamica in accelerazione con un fatturato totale stimato in crescita del 4,0%.
Sul versante interno, la domanda si distingue per una forte anelasticità, dimostrandosi particolarmente resiliente. Gli acquisti nel 2025 si sono attestati a 12,8 miliardi di euro, in aumento del 3,2%, sostenuti dalla spinta espansiva del canale e-commerce che ha registrato un balzo del 9,8%. Analizzando le singole categorie merceologiche, la cura della pelle rappresenta il segmento principale con 4,3 miliardi di euro, seguita dalla cura dei capelli (2,95 miliardi) e dalla detergenza (2,26 miliardi). Completano il perimetro di mercato il make-up, stabile a 1,72 miliardi, e le fragranze, che con 1,55 miliardi rappresentano il comparto più dinamico (+7,4%). Le stime per il 2026 confermano il rafforzamento della propensione agli acquisti, con una crescita attesa del 3,5%.
Infine, le abitudini di consumo sono profondamente ridefinite dal fenomeno della "multi-skinification", un'ibridazione in cui prodotti per capelli e trucco integrano claim e funzionalità tipici dello skincare. I modelli di spesa evidenziano un "effetto clessidra", caratterizzato da una razionalizzazione sugli acquisti essenziali che convive con una spiccata propensione al revenge spending per piccoli lussi a forte valenza sensoriale. Parallelamente, l'innovazione si focalizza su packaging "on the go" orientati all'inclusività e alla sostenibilità ambientale , mentre l'offerta complessiva naviga tra l'iper-personalizzazione e il recupero di ingredienti legati all'heritage e alla tradizione in chiave moderna.