Contesto macroeconomico

Guerre, dazi, incertezza: a rischio la crescita - aprile 2026

Lo scenario economico internazionale era caratterizzato da grande incertezza già prima dello scoppio della guerra in Iran il 28 febbraio 2026, allargatasi poi ai paesi vicini. Incertezza dovuta soprattutto ai dazi americani introdotti nel 2025. Questo stava determinando importanti correzioni nei flussi commerciali tra le varie economie.

Su questo scenario in aggiustamento, si è innestato il conflitto in Medio Oriente, che aggiunge incertezza e avrà altri impatti negativi per le economie.

Materie prime critiche e resilienza delle supply chain - marzo 2026

Le materie prime critiche (CRM) rappresentano un nodo centrale della sicurezza economica europea. In un contesto internazionale segnato da crescente frammentazione geopolitica, aumento delle misure protezionistiche e tensioni sulle catene globali del valore, la resilienza delle supply chain è diventata una priorità strategica.

Tassi, PNRR, superbonus, energia: che succederà alla crescita italiana? - primavera 2024

Nel 2023 il commercio mondiale di beni ha registrato un brusco arretramento (-1,9%), ancora più ampio di quanto assunto nel rapporto di ottobre scorso (-1,0%). I fattori che hanno contribuito alla caduta sono numerosi e ancora presenti a inizio 2024: fiacca domanda di beni manifatturieri e di investimento; tassi di interesse ai massimi; prezzi energetici stabilmente superiori alle quotazioni pre-pandemia; forti tensioni e sempre maggiore frammentazione geopolitica. In Europa pesa, inoltre, la recessione tedesca.
Le prospettive di crescita mondiale appaiono, però, in graduale miglioramento. Il rientro dell’inflazione accresce il potere d’acquisto e la fiducia delle famiglie, che sostengono i consumi; tale rientro, inoltre, avvicina la discesa dei tassi di interesse e, quindi, la risalita degli investimenti. La produzione industriale è attesa in graduale rafforzamento, grazie a una maggiore domanda di beni (dopo l’avvenuto recupero nei servizi), alla necessità di adeguare il livello delle scorte e anche a politiche industriali favorevoli in alcuni paesi, come gli USA. Il commercio mondiale di beni è quindi atteso tornare a crescere quest’anno e l’anno prossimo, seppur a ritmi modesti, e a fine biennio si riporterà sui ritmi di espansione del PIL mondiale.

Congiuntura Flash a cura del Centro Studi di Confindustria, novembre 2023

Scende l’inflazione in Italia, ma i tassi sono alti e forse non ancora fermi, perciò il credito è troppo caro e meno disponibile. La crescita dell’economia italiana è ferma: i servizi sono in flessione e l’industria ancora debole. Gli investimenti vanno giù, i consumi sono quasi fermi, meglio l’export ma le prospettive non sono buone. L’Eurozona è vicina allo zero, la Cina stanzia 137 miliardi di stimoli, mentre negli USA sorprende in positivo la crescita nel 2023.

Congiuntura Flash a cura del Centro Studi di Confindustria, 29 luglio 2023

Piatta la crescita dell’economia italiana, sorretta dai servizi, ma frenata dai tassi elevati. L’inflazione è meno alta, ma le Banche Centrali alzano i tassi ai massimi, e il credito è in ripiegamento perché troppo caro. In Italia i servizi sono trainati dal turismo, l’industria è debole, le costruzioni in calo. Gli investimenti sono frenati, i consumi incerti, mentre l’export di beni è in riduzione. La Germania è in recessione, secondo i previsori sarà di breve durata. Gli USA restano in crescita, viceversa la Cina rischia la deflazione.